La febbre nei bambini, è sicuramente causa di grande preoccupazione nei genitori, e per affrontarla dandogli il giusto peso è importante sapere qual’è il modo più adeguato per affrontarla e per aiutare il bambino/a.

Ci sono alcune cose importanti da sapere e da fare:

  1. Misurare correttamente la temperatura: la rilevazione deve essere effettuata con strumenti semplici e sicuri ma anche affidabili e precisi. Il termometro elettronico digitale posto in sede ascellare è lo strumento più attendibile per la misurazione della temperatura corporea. La temperatura normale è fra i 36.5°C e 37.5°C
  2. La febbre non si correla all’entità di un eventuale infezione: la febbre indica l’attivazione delle difese dell’organismo di fronte ad una infezione. L’elevata temperatura corporea non è di per sé un indicatore della gravità dell’infezione.
  3. Paracetemolo prima scelta: il paracetemolo è la prima scelta raccomandata in caso di febbre e può essere utilizzato sin dalla nascita e anche a digiuno. Sono da evitare altri farmaci impiegati nell’adulto, e rivolgersi sempre al pediatra per l’utilizzo di farmaci diversi. Da evitare sistemi fisici ( spugnature, ghiaccio) per inutili e dannosi.
  4. Dosare sempre l’antipiretico in rapporto al peso del bambino come indicato dal pediatra: l’antipiretico è un farmaco a tutti gli effetti e va somministrato in maniera precisa, attenendosi alle indicazioni d’uso e utilizzando gli appositi dosatori presenti nella confezione. E’ sempre meglio somministrare l’antipiretico scegliendo la soluzione orale in quanto assicura un assorbimento adeguato e regolare.
  5. Attendere sempre il tempo d’azione dell’antipiretico: l’effetto dell’antipiretico può richiedere anche una-due ore. Non ci i deve perciò preoccupare nel caso in cui la febbre non dovesse scendere o scomparire immediatamente.
  6. Assecondare i desideri del bambino: la febbre può accompagnarsi a inappetenza e calo di vivacità. E’ pertanto opportuno lasciar riposare il bambino, se lo desidera, offrendogli spesso da bere e rispettando il suo eventuale rifiuto a mangiare, proponendogli piccoli e frequenti pasti.
  7. Il pediatra è il tuo riferimento: Nei primi 12 mesi rivolgiti al pediatra che è il tuo riferimento anche nelle età successive, soprattutto se il bambino sta molto male. Nelle prime 4 settimane di vita necessario il ricovero.

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